Excerpt for Il campo delle Formiche Rosse by , available in its entirety at Smashwords

Il campo delle Formiche Rosse.

By Adriano Olivari



Translation: Adriano Olivari

Original: Sebők Zsigmond - A bogarak háborúja - A vörös hangyák tábora.



Published@ Smashwords

Copyrights @ Adriano Olivari 2018



È sera, ma sul territorio questa volta non era coperto dall’oscurità. Il fumo del bosco che bruciava corp’ va la terra bruciante di una cattiva luce.

VIcino a un filo d’erba stava in piedi un soldato. Formica-soldato la sua spada teneva estratta e faceva attenzione. All’improvviso sentì un passo.

- Fermati! Chi sei? – gridò.

- Buon amico, – rispose quello che si avvicinava.

- Parola d’ordine?

- Valore.

- Può passare!

La formica che stava in osservazione rimise giù la spada , ma come vide quello si avvicinava, di nuovo la tirò fuori e si pose sull’attenti. Quello che si avvicinava nevvero era il sottotenente Markos,uno degli ufficiali delle formiche rosse. Veniva da quelle parte proprio per esaminare: sono allor posto no le vedette sul confine del campo? Anche la guardia era una formica rossa.

– C'è qualche novità? – chiese il tenente Markos.

– Faccio rapporto umilmente, – rispose la sentinella – solo che proprio ora sono corsi da questa parte due conigli con le corna, sul cammino invece una squadra di uomini. GLi animali dal bosco sono scappati, gli uomini sono andati in direzione del bosco.

– Certamente sono andati a spegnere l’incendio, – disse l'ufficiale. – Non verso il nostro campo sono andati?

– No. SOno passati lontano.

– E il nemico no si mostra?

– No, signor sottotenente. Nel territorio non si muove nessun essere marrone.

– Stai attento , figlio mio, – disse il sottotenente e proseguì.

Appena era avanzato per qualche minuto , all’improvviso quattro soldati con la lancia stettero davanti a lui e gli puntarono la punta della lancia. Anche queste erano formiche rosse. Con loro c’era una formica con la spada, che disse così:

– Fermati! Chi sei?

– Il sottotenente Markos vagyok, – rispose l'ufficiale.

– Buona sera, compagno! – gridò allegramente quella con la spada.

– Nini, – gridò il sottotenente – questo è il capitano Tüzes! Buona sera, compare, da che parte vai?

Il capitano a bassa voce, che il oltre a altre sottotenente nessuno senta, questo rispose:

– Al ruscello Tintinnante per infiltrarmi

– Aha, il confine del Paese delle Formiche Marrone!

– E’ così! Spio come si difende il nemico. Stanotte dobbiamo assolutamente passare il ruscello.

– E se il nemico difende?

– Allora oggi avremo il nostro scontro! – disse allegramente il capitano. – Già da molto tempo desidero una piccolo scontro, duello!

– E se il nemico non difende?

– Se il nemico è così sciocco da non difendere il ruscello Tintinnante, allora, compare – per la mattina saremo alle porte del Paese delle Formiche Marrone e per domani pranzeremo nelle case delle formiche marrone.

E possibile questo? – chiese sognando il tenente.

– Certo, – rispose il capitano. – se possiamo attraversare senza essere visti la Bürköshegy attraverso il torrente, per metà l'abbiamo vinto la guerra. Andiamo subito, solo proprio aspetto il colonnello Merő costruttore di ponti, che viene con noi, per indicare quali punti del ruscelli sia adatto alla costruzione del ponte!

Il capitano andò incontro a quello che arrivava.

– Buona sera, signor colonnello !

Buona sera. Muoviamoci, muoviamoci! Non sono potuto venire prima perché il consiglio di guerra ha ritardato molto. Ora le nostre gambe riparano il mio ritardo!

La piccola squadra salutò il tenente e velocemente, ma silenziosamente avanzava verso il Paese delle Formiche. Nel cattivo chiarore del fuoco ancora per un pezzo furono visibili le piccole macchie che si allontanavano , poi sparirono.

Il tenente entrò nella linea di difesa e dopo aver trovato tutto in ordine, tornò al campo per fare rapporto ai superiori sulle sue esperienze.

Le formiche rosse avevano messo il campo in un abbandonato, erboso posto. I soldati dormivano per battaglione nell’erba, in bell’ordine, in silenzio. In ogni battaglione erano svegli un ufficiale ea parte di soldati: questo era la sentinella mattutina. L’esercito non lontano, ma davanti, aveva fatto il campo la popolazione: le signore, i piccoli, gli anziani, gli aiutanti e là tenevano le mucche,rispettivamente le formiche usavano pe co em mucche il maggiolini verdi. qui si prendevano cura dei problemi di piccole e de bruchi e a nche le vivande erano qui raccolte. Anche questo campo dormiva tranquillamente, e potevano farlo perché cinquecento giovani formiche lo sorvegliavano, pronto ad ogni istante a ribattere ogni inatteso attacco. Stavano in ascolto, in silenzio i soldati uno di fianco all’altro, con le loro lance e spade tenendo pronte in mano. Dovunque c'erano gran d ordine e disciplina, come al solito in queste gocce di creazioni.


Purchase this book or download sample versions for your ebook reader.
(Pages 1-3 show above.)